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...come dicevo, sono cresciuto inizialmente molto a casa, non mi piaceva la scuola. Mi facevo delle flebo di McGywer, Willy il principe di Bel Air, cartoni animati e tutti i programmi per casalinghe ed anziani e studenti negligenti che passavano al mattino. Hazzard, Supercar, insomma, il mattino era il momento dei telefilm, il pomeriggio quello dei cartoni, benché fossero tanti gli studenti negligenti dopotutto il massimo c'era nel pomeriggio. Perdevo ore intere, la pubblicità mi annoiava e non mi andava di perdere tempo a star fermo. Presi un quadernino e facevo sempre una gara sulle marche pubblicitarie. Ogni volta che facevano una pubblicità quella marca prendeva due punti, uno se la pubblicità era di due marche insieme, alla fine del campionato Giochi Preziosi era quella che stava sempre in cima, poi si alternavano Gig, Mattel e qualche altra. Non badavo mai al contenuto dei giocattoli, non mi interessavano un granché perché credevo che non ci avrei giocato con nessuno tanto, tra l'altro quando giocavo scendevo , andavo a chiamare Massi e gli altri e giocavamo. A pallone, a qualcos'altro, preferivo l'aria aperta di Monteverde.
Ricordo sempre la strada che facevo per andare a scuola con mia sorella, passavo per il ponticello che univa Viale dei Quattro Venti con Via Cesari. Amavo Via Cesari, mi sembrava di entrare in una giungla con l'asfalto al tempo, la scaletta, il percorso arzigogolato per arrivare sino alla Francesco Crispi. Un giorno mi rimase impresso un episodio lì, un bambino che cadendo aveva battuto la testa contro lo spigolo del marciapiede, fu la prima volta che vidi il sangue. Ma non lo dissi mai a nessuno.
La Francesco Crispi è una scuola che si trova a Monteverde, manco a dirlo, dietro la Nino Bixio, scuola media. Mi divertivo là, i compagni delle elementari con cui facevo comunella erano divertenti, Luca, Piero, Puccio, Tiziano, Tommaso, e, come tutti i bambini, ovviamente eravamo in antagonismo con le bambine. Ancora gli ormoni non impazzivano insomma. Non c'era fretta.
Una volta mio padre mi perse di vista per un istante davanti la scuola, un tipo mi colpì in pieno mentre attraversavo le strisce, quel bastardo non lo beccarono mai ma io mi divertìì molto. Spiaccicato a mò di rana sul cofano della vettura mi aggrappavo per i tergicristalli e mi sembrava un gioco, questo accelerò zigzagando, voleva togliermisi di mezzo e ci riuscì un centinaio di metri più in là. Tutti piangevano, ed io ridevo, quando però mi dissero che se sentivo male da qualche parte avrei saltato scuola dovetti smettere di ridere. C'era McGywer a casa, era il mio telefilm preferito e non volevo perdermelo. Però me lo persi ugualmente, l'ospedale mi trovò giusto un livido sul sedere e nulla più. Anzi, colgo per rinnovare l'appello, se qualcuno ha un lapsus freudiano con tanto di targa mi faccia sapere, mi farebbe un favore.
Di mio padre non ricordo altro, a parte il fatto che un giorno accompagnandoci al luna park cadde e si fece male alla gamba, che mi insegnò ad andare in bici e sul triciclo, e che... beh, non ricordo molto altro. Però mi era molto simpatico. Ah, si, ci bagnava sempre con il tubo dell'acqua nelle estati sul giardino.
Tornando a Monteverde, Viale di Villa Pamphili, Villa Pamphili stessa, Viale dei quattro venti, furono dei luoghi che amo tutt'ora. Qualcuno mi dice che quando vado là mi rincoglionisco, forse perché torno bambino, a tutti gli effetti, ed un uomo con la mente di un bambino oggigiorno è praticamente un rincoglionito. Via San Calepodio, Via Ozanam, ed ancora la zona alta di Via Poerio, è un territorio meraviglioso, riconosciuto anche da Pasolini, sul quale sono stati scritti dei libri anche dal liceo scientifico Ferraris. Qui ve ne passo una copia, ma è su Monteverde degli anni '60 o giù di lì più che la Monteverde che ho conosciuto io, quand'era zona quasi di provincia o rurale :
Libro di Pasolini in pdf (devi avere Adobe Reader per leggerlo)
Sito dal quale è stato preso il libro
E' una zona verdeggiante di Roma Monteverde, ai piedi del colle del Gianicolo, come Trastevere, se vogliamo un po' come tutta Roma visto che nella lotta del 1849 per la lotta della Repubblica Romana se si conquistava il Gianicolo si conquistava tutta Roma. Oggi è una romantica e gradevole zona turistica. Se poi volete saperne di più c'è una sezione apposita per Monteverde , si trova nella sezione "interessi" .