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Padova, Il SantoSant'Antonio è il Santo di Padova e patrono della città. All'interno del duomo sono contenute una mano e la lingua del Santo ed è sito ad un paio di minuti di cammino sia dal cuore del centro storico (di cui ne è parte integrante) con tutti i suoi viale acciottolati che dalla seconda piazza più grande d'Europa, Prato della Valle. C'è un'ampia stima e rispetto di questo monumento ai cui piedi è possibile trovare bancarelle e venditori d'ogni sorta con santini e souvenir, essendo il cuore turistico della città. Di lì vicino, fotografato ma non inserito , in un paese di provincia c'è il santuario con l'incisione del Santo mentr'era in viaggio e presso dove il meriggio del 13 giugno 1231, morente, verso la sua città fu trainato da "mesto corteo". La targa recitava "Preghiamo fratelli carissimi perché il Signore Gesù Cristo ci dia la Sua grazia colla quale possiamo implorare ed ottenere la pienezza della vera gioia." . C'è dunque molto rispetto per quella che par essere una tradizione religiosa profonda risalente al medioevo di questa città sulle rive del Brenta. |
Padova, Prato della ValleQuesta è la Piazza più grande d'Italia con un'estensione che supera non so quanti migliaia metri quadri. E' abbellita da bancarelle (credo in particolare nei weekend, ma non so se è sempre così) che possono vendere prodotti tra i più svariati. Quando ci sono capitato io c'erano variegatissime spezie ed ingredienti culinari provenienti dal centro-sud dell'Italia. Alcuni banconi profumavano, per l'appunto, di spezie, altri avevano un che di zuccherato e dolce all'olfatto ed infatti si spiegavano al pubblico canditi e dolciumi vari. Non è impossibile trovare anche indumenti e -curiosità mia- cucce per cani che avevano un che di chic, quasi contrastante con l'aria da mercato del resto della piazza indicativamente più popolare. Son cose che comunque avvengono spesso, come ad esempio per i tendoni dei mobili d'epoca a porta portese. Qualche intrattenimento per bambini ed un fiumiciattolo che percorre la Piazza ellittica rendono ancor più gradevole la permanenza e la passeggiata dove ci si può facilmente perdere nei vicoli del centro superando il percorso del tram, oppure recarsi a Santa Giustina, altra chiesa di lì vicino devo ammettere anch'essa piuttosto grande ma senz'altro meno sponsorizzata del Santo.Una volta ricordo di aver avuto un contrattempo sgradevole con la mia amica Silvia ; recatomi a casa sua presi in cucina qualcosa che non ricordo, ma ne ricordo mio malgrado gli effetti. Mentre passeggiavamo per Prato della Valle... mi grattai il sedere. No... non il sedere inteso come pantaloni e sedere, il sedere inteso proprio come sedere. Si erano rovinosamente strappati, lei fece finta per cinque minuti buoni di non conoscermi, io come meglio potevo cercavo di nascondere qualcosa che forse non era proprio il massimo del fascino in mezzo a tutti. Trovammo una bancarella che vendeva pantaloni, questo mi salvò la vita, o la dignità. La prossima volta mi ricorderò di far prendere a lei qualcosa dalla sua cucina, di certo sarebbe stato più interessante vedere lei o quantomeno più divertente. Tra le varie utilità degli amici io vi consiglierei di segnare sul taccuino anche "derisione pubblica" . |
Piazzola sul BrentaQuesta cittadina di provincia riprende la caratteristica di Padova di avere una piazza grande, areata e spaziosa. Un torrente scorre su di un ponticello rendendo molto gradevole la visione della piazza intera. Tra uno sguardo indiscreto ed un giro per qui mi rendo conto che è un luogo gradevole dove provo ad immergermi in una vaga quotidianeità facendo spesa al supermercato. Qualche affettato, qualche dolcetto ed una bevanda e mi accorgo che mi sembra quasi di trovarmi a Roma, via Cassia, in un altro supermercato. Fatico a trovare le differenze checché se ne dica in giro, in fondo, non siamo poi così diversi. La piazza si chiama Piazza Paolo Camerini ma non ho indagato oltre, mi piaceva e basta. |
CampodarsegoMaggiore rilievo va dato a Campodarsego per una scultura che ha attirato la mia attenzione e della quale ricopio la targa sottoincisa per esteso. "Voluto dall'AVIS, dedicato al donatore di sangue, di organi e a chi dona aiuto, tempo, attenzione, anche un sorriso per quanti sopportano traumi, malattie, sofferenze e hanno bisogno di solidarietà, di conforto e di nuova vita.
Inizialmente devo dire che m'ha inquietato, poi ho notato la targa e mi sono incuriosito. La cultura, la conoscenza, non metaforicamente hanno fatto sparire un vago timore che mi sembrava generato da una visione cupa di quel bronzo scuro.
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CamposampieroQui ci sono tracce della robusta tradizione relativa a Sant'Antonio da Padova che si conclude con il duomo del Santo nella città.Ho trovato questo piccolo monumento vicino ad un Santuario e ad una chiesa dove è stato possibile saperne qualcosa di più su Sant'Antonio e le quali conoscenze metto qui per esteso nuovamente. La prima incisione recita "Preghiamo fratelli carissimi perché il Signore Gesù Cristo ci dia la sua grazia colla quale possiamo implorare e ottenere la pienezza della vera gioia"E vicino la scritta esplicativa"Da questo luogo su carro trainato da buoi il meriggio del 13 Giugno 1231 S.Antonio di Padova seguito da mesto corteo si avviò morente verso la sua città."Sul bassorilievo non ho visto i buoi.. |
TrevisoMi pento e mi dolgo, oltre a sentirmi un idiota. Treviso è particolare poiché è una città piena di canali dove il centro storico si districa tra di essi. Ci sono diverse cose da visitare e mi sono perso tutto vuoi per lavoro ma anche per pigrizia, uno sforzo in più a volte può rendere molto più soddisfatti.Nominata la città più sicura d'Italia, quasi subito dopo è spuntata fuori la storia del marocchino che aveva ucciso la moglie e la bambina di quasi due anni, fuggito poi verso la Slovenia e catturato. Non saprei dunque né dire né mostrare niente di questa cittadina, l'unica volta che mi sono mosso verso il centro era per cercare un pacchetto di sigarette ma ho fatto un giro dentro le mura e poi sono riuscito, ho visto qualche pub dove sarei voluto andare ma non conoscendo nessuno ne sono rimasto indifferente. |
ValdobbiadeneQuesta foto ritrae la torre dell'orologio nel centro della piazza principale di Valdobbiadene. L'incisione, che forse per la ridotta dimensione dell'immagine non riuscirete a vedere, reca scritto "Il tempo e la vita non si fermano" ed è situata sulla meridiana com'è intuibile dalla figura ch'essa reca. Ristrutturato (mi è stato detto da un barista della piazza) più o meno di recente mi ha colpito quella frase; una sentenza implacabile che ti cala in testa e ti percuote l'animo. Mi è venuto da pensare a tutte le volte che ho perso tempo e non mi sono dato mai una risposta che mi soddisfacesse. Quanto di più utile ci sia la metterei come materia a scuola, "amministrazione del tempo" che insegna come gestire nella propria giornata la propria vita , tuttavia è di libero arbitrio e così variabile da persona a persona che resterà un'utopia un'idea simile. Una cosa è sicura : quando si passa là sotto, in quella comunità montana, si rivaluta il valore di questa preziosa unità di misura che è il tempo e si capisce, riflettendoci sopra, anche perché si dice che il tempo è denaro. |
Sulla strada che si percorre per andare al monte Cesen (sul quale, per via dell'assenza delle catene obbligatorie o gomme da neve, mi è stato impossibile salirlo) c'è un piccolo santuario che pare un'oasi di pace dove poter rinfrancare lo spirito per chi ne ha voglia. Una targa al suo interno ci dice che lo volle il popolo di Valdobbiadene ed il clero in voto unanime per la riconoscenza al cuore immacolato di Maria che la preservò dagli orrori della guerra. Ampliato ed abbellito è del 1944-1952 e c'è una bellissima statua della Vergine Maria al suo interno.
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MontebellunaSegno indelebile di questo paese non ci crederete... ma è un cappuccino, sulla statale che taglia questa città in un bar vicino ad un'edicola. Come accennato sopra ho impiegato male il mio tempo, tre giorni di fila sono andato a prenderlo da una donna che ne aveva la passione nel farli ed erano sia esteticamente che gustosamente sublimi. Volevo farne una foto da mettere qui sopra, ho perso il trenino ed ora chissà quando ci tornerò. Forse proverò a contattarla. Non ho altro d'interessante a mio avviso da mostrare di questo luogo che comunque si mantiene fedele ad una buona abitudine del nord : esteticamente molto gradevole e curato. Posso però inserire una scultura che non ricordo bene di dov'era, quasi certamente di lì vicino, ma anch'essa m'è sembrata uno splendore.L'opera è di Valerio de Marchi, "Voyage dans la lune" di Georges Méliès. |
ConeglianoQui fanno il vino. Prendersene una bottiglia non fa buttar via i soldi. E' più famoso pare di quello di Valdobbiadene, almeno per un ignorante come me, in ogni caso per la strada che porta a questa cittadina una scultura ha catturato la mia attenzione , mi piaceva e l'ho fotografata. Prima di descriverla però ho un altro groppo che m'è rimasto in gola per non aver fatto una foto squisitamente patriottica che è venuta a mancare : Il Piave. "Fiume Sacro alla Patria" c'è scritto ed è un bellissimo fiume che può sembrare più un largo torrente, con sassolini ed un'acqua molto limpida che fa vedere il fondo. Quando ci si passa sopra dal ponte si può immaginare gli eserciti che l'attraversano con molta facilità, ingabbiati da quella frase associata alle guerre d'Italia. Innegabile è la bellezza ed il fatto che s'armonizzi con il resto della pianura padana per ordine, pulizia e limpidezza.Questa scultura qui a fianco invece non l'ho compresa molto bene anche per via della scarsità dell'incisione su di essa. Ci sono le incisioni di chi ha contribuito a realizzarla ma non mi sembra d'aver visto (forse per mia distrazione) qualche descrizione di significati allegorici i quali immagino per mia mera congettura, siano di pace. Un uomo ed una donna con le mani alzate a delle colombe (?) su dei rami. |