Fede, rametti di pesco e Forza Roma.
"Perché quello che ci turba di ogni passione, è che se non vi siamo immischiati dentro, non riusciamo a comprenderla. E' ignota. E' oscura. E ci fa paura."
Sembra una frase scritta da qualcuno ed invece mi è venuta in mente ora. Pensavo che visto che in alto a sinistra sul mio sito come logo c'è uno scudetto della Roma poteva essere ragionevole
scriverci sopra qualcosa. Poi ho pensato che non sono molto d'accordo con il sistema calcistico di oggi, dunque potrebbe essere preferibile di no.
Poi ho pensato che in fondo non me ne frega niente. Ed eccomi qua.
La fede è la passione, ciò che turba colui che non la comprende, mi sono fatto quest'idea. Di rado trovo persone disposte a rispettare un credo religioso e chi
solitamente lo fa riduce il numero di quelli onesti perché alla prima incazzatura bestemmia e scopri subito il suo volto.
Questo mi porta un po' alla conclusione che forse la fede, la passione, sono quelle spinte che si creano nell'animo che molto spesso non vengono comprese ed altre
volte vengono male interpretate. Una passione ossessiva può diventare fanatismo, ma chi è privo di qualsiasi passione è un cadavere vivente. L'equilibrio è nel mezzo
e questo mi porta alla mia terza conclusione.
Se l'equilibrio è nel mezzo noi dove siamo?
Probabilmente oscilliamo spesso presi dall'indecisione da una parte e dall'altra. Le tendenze, le mode, il moderno e la tecnologia ci allontanano irrimediabilmente
dalla passione, dall'altra parte abbiamo ciò che però necessita in un modo o nell'altro di un qualche controllo, e per controllo intendo ciò che non diventa fanatismo
e con fanatismo intendo ciò che intacca anche la vita altrui irrompendo nella libertà di pensiero di qualcun altro ed anche nella libertà delle sue azioni in
maniera tale da compromettere i rapporti e la salute mentale e fisica.
In parole povere, io credo, tu no. Se tu bestemmi che vuoi che ti dica? Che hai commesso una violenza. Che se pensi male di una divinità vuol dire che ci credi
e se ci credi è inutile che dici a me ciò che (malamente) pensi di questa divinità : và in ritiro da qualche parte e parlaci da solo senza rompermi l'anima.
Le bestemmie sono fastidiose da sentire, nei confronti di qualsiasi divinità.
Semplicemente perché non hanno senso (come già spiegato dal breve ragionamento di cui sopra) e le cose che non hanno senso sono da citrulli, ed a me non va di
perder tempo coi citrulli.
Senza uscire troppo fuori tema ho esposto questo esempio per lasciare un germe di dubbio nella mente delle persone, affinché possano chiedersi di cosa tratta
la religione, la fede, l'uno o l'altro popolo prima di criticarlo, prima di dargli addosso.
Così funziona per qualsiasi cosa che esuli dal pratico, dal tecnico, dalla moda e -arriviamo al punto due- dunque anche ad una fede calcistica.
Vincere contro l'Inter per 2-1 ed avvicinarsi allo scudetto è meraviglioso. Vincere lo scudetto a Roma rende la città strana, particolare, diversa, euforica,
ebbra di uno sciame di persone che nemmeno si conoscono ma si lanciano nelle fontane, si baciano, si abbracciano senza alcuna ragione logica apparente. Solo
perché undici persone hanno ottenuto più punti di tutte le altre squadre del campionato di serie A. Eppure quella gioia mi piacerebbe riviverla, sarebbe
spettacolare.
Ed arriviamo al punto tre.
Nel mondo viviamo benissimo nutrendoci ed accoppiandoci. Poi -col beneficio del dubbio per chi non crede- il "caso" (che qui chiamerò "Dio") ha voluto che
avessimo raziocìnio. Sempre il caso non ci ha fornito solo di questo ma ci ha omaggiato di un altro dono : la fede. E da qui viene l'amore, la passione e tutto
il resto.
Ad essere onesti da una parte mi sento stanco per quel che sinora ho visto in vita mia, eppure certe -perdonate la volgarità- ma sì, certe cazzate, ti accendono
una miccia che a catena ne accende un'altra ed ancora un'altra.
Mi sono riavvicinato alla fede cristiana -e non è possibile parlare di "inculcamento" dal momento che io stesso me ne ero allontanato- ed ho iniziato a vedere
le cose sotto un altro punto di vista. Poi 'sta benedetta Roma sembra una sorpresa, ed un'altra ventata ha dato ossigeno al fuoco che s'era assopito. Terzo,
ma non per importanza, l'amore di chi mi sta accanto.
Tutto ciò mi fa pensare che non sono in grado di spiegarmi niente, mi rendo soltanto conto che qualcuno lo chiama "Dio", qualcun altro "caso", poi "fato", ed ancora
"Maometto" e "Buddha" ed altri ancora... ma mi sono convinto che c'è.
Anche oggi, quando depositando un fiore di pesco ho visto misteriosamente (non mi sono fatto canne, giuro) che tirava un vento molto forte, si muovevano
tutte le piante del cimitero, tranne quei tre gracilissimi rametti presi dalla mia pianta. E sono stato dieci minuti buoni ad aspettare che si muovessero.
E non si muovevano. Alla fine hanno vinto loro e me ne sono andato via. Ho perso contro tre rametti.
Insomma, ci credo, per farla in breve. Non ci speravo più, quasi, a crederci.
Poi si esce da questo "ambito ristretto" e ci si accorge che la vita non è tutta qui, anzi, abbiamo la possibilità di comprendere il creato.
Poi qualcuno esagera e crede illusoriamente di capire tutto, ma questo è un altro conto.
Fatti i conti con i propri limiti ci si accorge che questa è la vita.
Avere anche passioni, solitamente le tramanda un genitore o quando questi manca o si scoprono grazie a terzi di buona (buonissima) volontà, oppure si rischia
di non credere in niente o peggio ancora, di avercela con il creato, con sé stessi, parte del creato, in fondo e con la nostra incapacità di cambiare le cose.
Così mi sento lieto ed un po' più coraggioso nell'ammettere me stesso in questo creato, nel credere in diverse cose cercando un equilibrio precario che mi
permetta di vivere in un quieto benessere con me stesso.
E di questo devo ringraziare il creato e tutto ciò che ne deriva.
E se a fine anno mi troverò in una fontana di Roma fradicio, in mezzo ad una folla urlante, a gridare ed a ballare, sarà ancora più divertente fare parte di questo
creato.
Quindi, in fondo in fondo, Forza Roma.
Anch'essa, parte del creato.
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