Letteratura

Solo Tre Passi

Di Alessandro Coccia


A volte penso che l'invito alla lettura vada esteso anche a quella moderna. Così ho deciso di proporre questo libro (benché riassunto ed introduzione non siano miei) perché mi è interessato chi l'ha scritto in particolar modo : Una persona le quali storie che ho avuto modo di ascoltare erano tra le poche che avevano modo di catturare la mia attenzione. Non ci si lasci ingannare dallo sbadiglio di stanchezza, di certe cose che le persone fanno, della vita che vivono, già solo quello a volte può sembrare un libro scritto e disegnato nei confini della realtà.
E di una persona che ha vissuto certe situazioni si può solo provare a presumere che quanto uscirà fuori dal suo libro divenga altrettanto appassionante.

Buona Lettura



Sonny in soli trent’anni di vita, ha accumulato contraddizioni da record. Laureato in economia ma disoccupato cronico. Fortunato con le donne ma sfortunato in amore. Vorrebbe cambiare il mondo ma quando sta davanti alla televisione non riesce nemmeno a cambiare canale. Tanto vale rollarsi una canna e aspettare che finisca la pubblicità. Poi, un bel giorno, la tragedia. Il padre di Sonny va in galera per aver ucciso la madre e Sonny viene cacciato di casa. Niente famiglia, niente casa, niente donna, niente soldi. Sonny però non si dispera e decide che se la fortuna non si farà viva, ci penserà lui a stanarla. Così finalmente conosce Marilyn, bella, complicata, anche un po’ criminale, insomma la donna perfetta e per la prima volta nella sua vita Sonny si innamora. Il mondo sembra avere un senso adesso e la vita gli sembra un film. Ma Sonny non ha fatto i conti con la gelosia e con il suo carattere impulsivo. Proprio per gelosia finisce nei guai e viene accusato di un omicidio che non ha commesso. L’unica via d’uscita, proprio come nei film, è la fuga. Scappare subito e lontano, molto lontano. Dopo due giorni Sonny e Marilyn si imbarcano per il Marocco. E inizia una specie di sogno: lui, lei, in un paese lontano, dove poter essere se stessi, al di fuori dal mondo. Ma in ogni istante Sonny se lo immagina, dentro di sé lo sa bene che anche la fuga più perfetta non può durare per sempre.

Quanti di voi vorrebbero ritrovarsi o immergersi in una storia d'amore travolgente? Solo Tre Passi non è la solita storia d'amore, è un romanzo molto interessante da leggere a più livelli, dal senso luogo-comune, alla follia... con un'accurata analisi delle problematiche che i giovani affrontano quotidianamente. I due protagonisti sono in effetti lo specchio di ognuni di noi, ben narrati dall'autore Alessandro Coccia, che utilizza una scrittura diretta e scorrevole. Altre informazioni sul Romanzo le trovate sul sito internet

www.solotrepassi.com

 

La casa di Dante

Canto Terzo dell'Inferno.

Così inizia la mia ricerca culturale verso il Sommo Dante Alighieri.
Spiegato dalla dantista francese Jacqueline Risset con toni che ho ritenuto quasi caritatevoli per uno come me, quasi comprensibili, e discorso ripreso poi insieme alla famosa mia zia con cui ho vissuto due anni, mi sono accorto che non è possibile per un italiano non cercare almeno una volta nella vita il contatto con la Divina Commedia. Il contatto vero, quello spontaneo, non scolastico.
Sentirsi spiegare il canto terzo da una persona che lo studia da una vita ti permette di avere due, se non più, prospettive per leggerla.
Le famose visioni allegoriche della Divina Commedia verso le quali con discussioni interessanti ho potuto addirittura forse scorgerne una terza, quella iniziatica.
Ovvero, Virgilio come iniziatore di Dante.
Certo, una rondine non fa primavera e la mia testa può contenere tante di queste belle cose quanto una tazzina di caffé può contenere un elefante.
Quindi, andrò un po' più con calma qui scrivendo.
Mi limiterò a dire che è un'esperienza spettacolare, entrare in quella casa. Sembra di tornare indietro di cinquecento anni ma non solo, le persone che si interessano, fatta eccezione forse per qualche studente universitario (tra i quali io) sembrano quasi di una cerchia che non appartiene alla quotidianeità o meglio, di una cerchia che è forse talmente oltre con la visione di Dante che sarebbe un insulto soltanto provarla a spiegare dallo stagno di ignoranza in cui navigo in questo momento.
Aldilà di questo, ho avuto il privilegio di poter assistere a tale dedizione per l'opera Massima della Letteratura Italiana. Ho avuto il privilegio di far filtrare in me quelle spiegazioni, quei paragoni classici, quelle metafore sfuggite ai più di Enea, quella chiarezza anche solo nelle parole che mi ha sempre obbligato a rifiutare di leggere la Divina Commedia.
Non mi è mai piaciuto leggere qualcosa che non capisco, finalmente, ora, ho modo di poterlo fare.

Adesso, questi versi, comincio a vederli con un po' più di luce e comprensione :

Per me si va ne la città dolente
per me si va ne l'etterno dolore
per me si va tra la perduta gente.

Auguro una buona ricerca anche a voi, se vorrete capirli meglio.
Dopotutto, le cose più belle, vanno sempre sudate.